ARCHIVIO VASARI: ufficiale l'ESPROPRIO ma prosegue l'annosa querelle Stato/Eredi Vasari
- 30 apr 2018
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di Assunta Buono
È uno degli Archivi più importanti del Rinascimento. Un Archivio interessantissimo, tra l’altro recentemente digitalizzato, 6600 carte, 32 filze e poi contratti, documentazione legata all'amministrazione proprietà, appunti di lavoro, ma soprattutto una fitta corrispondenza con i tanti personaggi illustri dell'epoca, personaggi che gli consentirono di scrivere, nel 1550, "Le Vite de' più eccellenti Pittori, Scultori e Architettori" quella che potremmo definire la base della Storia dell'Arte del Rinascimento Italiano. Ma ciò che da un valore inestimabile a questo corpus documentale sono, senza dubbio, le 17 lettere autografe di Michelangelo indirizzate al “caro amico Giorgio Vasari” in cui si riscontrano sonetti autografi, disegni originali e confidenze che il Buonarroti fa al Vasari... errori di “vechieza” li definisce proprio nel momento in cui è al lavoro a San Pietro.... Insomma, un archivio di cui gli eredi non intendono affatto disfarsi. La disputa tra Stato ed eredi del Vasari, la famiglia Festari non cessa di sorprendere nonostante l’azione di espropriazione sia ormai già attivata e sia in atto l’inventariazione analitica del prezioso archivio. Il decreto ufficiale è stato notificato non più tardi di 2 giorni fa ai quattro fratelli Festari, ai quali lo Stato ha offerto un milione e mezzo di euro, ma il loro legale Guido Cosulich, minaccia di voler ricorrere al Tar per tentare di portare a casa la sospensiva del decreto. La notifica della declaratoria che attestasse la pubblica utilità è del luglio 2017, ma la battaglia ormai è nota da anni, noto è stato anche il tentativo da parte dei Festari di vendere al russo Vassily Stepanov sin dal 2009. La vendita che stava per chiudersi per la modica cifra di 150 milioni di euro venne subito bloccata dalla Procura di Roma che la ritenne un vano tentativo fraudolento di far lievitare il valore di mercato delle carte allo scopo di alzare il prezzo proposto dal Mibact per l’acquisto/prelazione del bene vincolato, tra l’altro a Casa Vasari, la cui proprietà è già statale da diverso tempo. La recente digitalizzazione conclusasi a marzo 2017 sembrava aver messo fine ai rapporti burrascosi tra lo Stato e i Festari, ma evidentemente si parlava di calma apparente. Ci si augura che l’azione di esproprio possa finalmente mettere la parola fine a questa lunga querelle che per troppo tempo ha visto coinvolto questo archivio.
Roma, 30 aprile 2018

































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